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“questo favoloso italiano,
per il vero più planetario che italiano,
quanta forza ha d'inventare (…)
Gianni-il-favoloso è al centro dei segreti dell’universo”
(Henri Chopin, 1975)
E' uscito il Catalogo Ragionato di Gianni Bertini.
E' possibile acquistarlo sul sito di Frittelli arte contemporanea
https://www.frittelliarte.it/it/cataloghi

GIANNI BERTINI. Storia di un uomo senza storia a cura di Thierry Bertini e Roberto Lacarbonara
Fondazione Biscozzi Rimbaud | Lecce
16 maggio - 13 settembre 2026

La Fondazione Biscozzi | Rimbaud, in collaborazione con l’Associazione Gianni Bertini (Milano) e l’Archivio Frittelli per l’Opera di Gianni Bertini (Firenze), presenta dal 16 maggio al 13 settembre 2026 la mostra Gianni Bertini.
Storia di un uomo senza storia, a cura di Thierry Bertini e Roberto Lacarbonara, dedicata a uno dei più originali e autorevoli artisti che, operando tra l’Italia e la Francia, fu precursore e interprete della trasformazione culturale europea nel secondo Dopoguerra.
La mostra dedicata a Gianni Bertini (Pisa 1922 – Caen 2010) ruota attorno alla proposta espositiva che la Fondazione Biscozzi | Rimbaud elabora a partire dal dialogo con gli autori della collezione permanente, al fine di comprendere e indagare meglio contesti, linguaggi e fenomeni della ricerca artistica del Novecento. Il titolo dell’esposizione, Storia di un uomo senza storia – tratto dall’omonimo romanzo inedito che l’artista scrisse nel 1953 e declamò in occasione di un happening in Campo San Fantin a Venezia nella notte dell’11 agosto – rappresenta un vero e proprio manifesto di pensiero, in grado di alimentare l’intera visione e la complessità dell’opera di Gianni Bertini.
La mostra – composta di oltre 40 opere e una selezione di libri d’artista, tra cui il romanzo inedito che dà il titolo all’esposizione – si concentra su un tratto specifico della produzione di Bertini, tra i più originali e avvincenti, compreso tra il 1946 e gli anni Settanta, indagando tre nuclei principali della ricerca: dai Gridi degli anni Quaranta, all’ampia produzione informale degli anni Cinquanta, fino al successivo concepimento e all’elaborazione della Mec-Art.
Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia a cura di Thierry Bertini e Roberto Lacarbonara
Fondazione Biscozzi Rimbaud ETS piazzetta Baglivi 4 Lecce
Orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 17.00 alle 21.00. Chiuso il lunedì. Aperto martedì 2 giugno, chiuso sabato 15 agosto
Ingresso alla mostra: € 5,00. Ingresso alla collezione permanente + mostra: € 8,00. Ridotto: € 5,00 www.fondazionebiscozzirimbaud.it
GIANNI BERTINI. IDENTIKIT 100 a cura di Francesco Tedeschi
Frittelli arte contemporanea, Firenze 2 dicembre 2022 - 21 aprile 2023

Artista originale ed eclettico, pittore astratto, informale, inventore di soluzioni provocatorie, ma anche scrittore, performer, promotore di eventi, Gianni Bertini (Pisa, 1922 - Caen 2010) è stato uno dei protagonisti dell’arte della seconda metà del Novecento.
100 opere per 100 anni: Frittelli arte contemporanea, nel centenario della nascita, presenta la mostra Gianni Bertini. Identikit 100, dal 2 dicembre 2022 al 21 aprile 2023, che ripercorre le tappe fondamentali della sua ricerca artistica, restituendo la pluralità delle sperimentazioni e l’esuberanza della personalità di un artista che, nella sua lunga vita, ha strenuamente letto einterpretato la realtà con ironia, coraggio e talento.
Nell'occasione verrà presentato ufficialmente il Catalogo Ragionato dell'artista, realizzato dall'Archivio Frittelli per l'Opera di Gianni Bertini, sotto la curatela di Francesco Tedeschi, con la collaborazione di Federica Boragina, Myrna Galli e Kevin McManus; il volume, in due tomi, è uscito in libreria per Electa ed offre la più ampia documentazione scientifica sull'opera dell'artista.
L'esposizione, organizzata in collaborazione con l'Associazione Gianni Bertini di Milano diretta da Thierry Bertini e con Sergio Grossetti storico gallerista di riferimento dell'artista, è la prosecuzione dell'omaggio reso a Bertini dalla Fondazione Mudima di Milano – Gianni Bertini. Mec-Art Display dal 10 al 30 novembre 2022 – e presenta al pubblico per la prima volta le maquettes, preziosi collage che sono alle origini dei soggetti più noti e provocatori delle opere della Mec-Art. Il percorso si dipana fra diversi nuclei di opere, dagli esordi con la serie de “I Gridi” (1948-49), quadri che anticipano i linguaggi pop, con lettere, numeri e simboli segnaletici, alle fugaci ma significative adesioni al MAC e all'Arte Nucleare (1950-1952), alle atmosfere incantate e i riferimenti mitologici della pittura informale, con un focus sulle carte intelate di grandi dimensioni del 1959, per arrivare alle tele emulsionate della serie Mec-Art, alle quali appartengono opere celebri come: La double himera (1965), Stilmec (1967), Seguite quella ruota (1967).
La mostra sarà anche l'occasione per svelare episodi meno conosciuti storia dell'artista: Comunicazioni interdisciplinari del 1971, la bertinizzazione del 1961-62, i libri d'artista, le molteplici sperimentazioni editoriali, le video-interviste nonchéla multiforme stravaganza che ha abitato la quotidianità di Bertini.
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GIANNI BERTINI
Galleria d'Arte della Città di Žilina / Považská galéria umenia v Žiline
M. R. Štefánika č.2, Zilina (Slovacchia)
7 GIUGNO - 29 LUGLIO 2012
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: 7 GIUGNO 2012 - ORE 17:00
In collaborazione con: Istituto Italiano di Cultura di Bratislava www.iicbratislava.esteri.it
Archivio Frittelli per l'opera di Gianni Bertini, Firenze
Catalogo per le edizioni Carlo Cambi, Poggibonsi (SI)

Gianni Bertini, membro del Movimento Nucleare fondato da Enrico Baj e Sergio Dangelo, ritorna finalmente, con le sue opere, in Slovacchia.
All’inizio degli anni Sessanta Bertini si afferma a Parigi aderendo alla scuola di Restany. Proprio in quel periodo visita più volte l’ex Cecoslovacchia accompagnato dal caro amico e artista Alex Mlynárčik, con cui lavora a progetti artistici e a lavori a due mani.
Mlynárčik invita Bertini a partecipare a vari suoi progetti, cui risponde in maniera positiva collaborando anche alla consegna dei premi nell’ambito del Memorial Edgar Degas (1971 a Liptovský Mikuláš in Slovacchia). Oltre a Bertini prendono parte all’iniziativa: César, Antoni Miralda, Dorothée Selz, François Dufrêne, Mimmo Rotella, Niki de Saint-Phalle, Gyula Kosice, Jakubík, Jean-Michel Sanejouand.
In seguito Bertini e Mlynárčik diventano figure di primo piano del Paese fantastico “Argillia Reale” il cui re era Ondrej Krištofík, detto Fajkár (il fumatore di pipe), che insignisce Bertini del titolo di ambasciatore di Argillia a Milano e Venezia. Quindi pure Bertini è stato “membro istituzionale” di questo stravagante gioco concettuale che aveva una dimensione artistica-geopolitica, sconfinante nello scherzo.
Sfogliando la monografia di Alex Mlynárčik, scritta da Pierre Restany, e altri materiali d’archivio si ritrova la presenza di Gianni Bertini, sempre in bilico tra realtà e finzione, ad esempio in un’immagine, creata con la tecnica del fotomontaggio, è rappresentato in un incontro surreale con Stalin, Roosevelt e Restany, durante la conferenza di Eran (pag. 157 del libro “Altrove” di P. Restany e A. Mlynárčik). Oppure quando Bertini partecipa anche ad altre successive “missioni” del Regno fantastico di Argillia, ad esempio in un’immagine è in una Bruxelles fuori dal tempo con Pieter Brueghel il vecchio, durante un pranzo nuziale. O con la Venere di Tiziano partita per la visita ufficiale all’Asteroide B 612, accompagnata proprio dall’ambasciatore di Argillia a Milano e Venezia, Gianni Bertini e da Alex Mlynárčik, addetto al protocollo reale.
Alex Mlynárčik, nato proprio a Žilina, percorre insieme a Bertini l’ex Cecoslovacchia. A memoria di questi viaggi comuni esistono varie immagini che li ritraggono nella loro vita privata, e anche alcune con carattere più creativo come quelle scattate a Praga (“Ci sono dei momenti”, 1971, fotomontaggio Praga) in cui si percepisce, anche dopo 40 anni, il carisma e la forza di questi due protagonisti dell’arte del XX secolo".
Orari: martedì - sabato 9-12 12:30-17 domenica: 10-12 12:30-16 Telefono: 0421 41 5622522
www.pgu.sk / email:
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PERCORSI RISCOPERTI
DELL'ARTE ITALIANA
NELLA VAF-STIFTUNG
1947-2010
a cura di Gabriella Belli e Daniela Ferrari
MART, Museo di arte moderna
e contemporanea di Trento e Rovereto
Rovereto (TN)
FINO AL 30 OTTOBRE
Ideale prosecuzione della mostra del 2005 intitolata "Un secolo di arte italiana", questo evento espositivo si divide in due mostre distinte.
La prima ha come tema predominante la riscoperta di quegli artisti che dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta sono stati protagonisti di un ricco percorso espositivo e creativo, ma che sono stati in parte dimenticati dalla critica militante.
Con questa mostra si vuole documentare la storia dell’arte italiana dal secondo dopoguerra, ponendo attenzione innanzitutto ai molti gruppi formatisi in quegli anni. Si tratta di esperienze come quella del “Gruppo nucleare”, del quale hanno fatto parte tra gli altri Franco Bemporad, Enrico Baj, Roberto Crippa, Gianni Dova e Piero Manzoni, presente in mostra con un “Senza titolo” del 1957. Oppure di “Tempo 3” (Arnaldo Esposto, Gianni Stirone, Riccardo Guarneri, Attilio Carreri) di “Sperimentale p.” (Francesco Guerrieri, Lia Drei).
Particolarmente importante la sezione che documenta tendenze artistiche come il Razionalismo concreto, il Costruttivismo e l’Informale. La ricchezza e la completezza di questa parte della mostra testimoniano come molti siano gli artisti italiani che hanno proseguito lungo la via dell’astrazione affermatasi in Italia durante gli anni Trenta; e, per converso, di come altrettanto nutrito fosse il gruppo di artisti che reagirono al rigore dell’astrazione per seguire un’espressività comunque non figurativa ma legata all’energia e alla libertà del gesto.
L’informale è rappresentato in mostra da opere degli anni Cinquanta e Sessanta di Toti Scialoja, Franco Meneguzzo e Gianni Bertini, dalla declinazione in senso marcatamente segnico di Achille Perilli e soprattutto dalle sperimentazioni polimateriche di artisti come Gino Marotta, Edgardo Mannucci, Gino Marotta, Andrea Raccagni e naturalmente Agenore Fabbri, estesamente collezionato da Feierebend e a cui è dedicata una mostra-concorso biennale, giunta nel 2011 alla quinta edizione, che la VAF-Stiftung organizza e promuove per fare il punto sulle posizioni attuali dell’arte italiana. L’opera di Fabbri, in questi mesi è stata oggetto anche in una retrospettiva curata dal Mart ed esposta al Museo della Permanente di Milano. Sono della fine degli anni Sessanta le opere di artisti impegnati in una critica ironica o feroce della società, come Vettor Pisani e Gino de Dominicis (“Una tomba per Claretta Petacci”, 1974), Gianni Bertini (“Oil”, 1965 e “Che sacramento”, 1968), Sergio Lombardo (“Charles De Gaulle”, 1961-62), Bruno Di Bello (“Berlino. Rudi Dutschke”, 1968), ma anche Paolo Baratella, Fernando De Filippi, Umberto Mariani o Giangiacomo Spadari. Il secondo percorso della mostra è dedicato agli artisti più giovani della collezione, esposti in dialogo con la generazione attiva negli anni Ottanta (Stefano Di Stasio, Carlo Maria Mariani, Aldo Mondino). I nomi sono stati selezionati dai curatori del Mart con lo stesso Volker W. Feierabend. Si tratta di preferenze maturate dal collezionista nel corso delle lunghe fasi di ricerca, selezione e progettazione delle edizioni del Premio Agenore Fabbri. La prima sezione di questo secondo percorso testimonia la propensione del collezionista verso una rappresentazione figurativa, con le opere di Antonella Bersani, Davide La Rocca, Dacia Manto, Federico Pietrella, Cristiano Pintaldi e Nicola Verlato. In un successivo capitolo sull’astrazione, accanto ai cementi lavorati di Arcangelo Sassolino, spiccano i light box di Pino Falcone, le lamiere di Riccardo De Marchi e le scritture su tela di Sergio Fermariello. La mostra si conclude con una sezione intitolata Concettualismo ironico. Tematiche familiari al pubblico del Mart, che in questi anni ha avuto modo di ammirare molte opere delle correnti internazionali di arte concettuale, qui declinate da artisti italiani come Andrea Facco, Corrado Bonomi, Carlo De Meo, Hubert Kostner, Enrico Iuliano, Antonio Riello.
Orari: martedì - domenica 10-18 venerdì 10-21
MEC - ART. OLTRE LA PITTURA VERSO LA FOTOGRAFIA
Galleria d'arte Bergamo, Contrada Tre Passi 1/E, Bergamo
7 MAGGIO - 26 GIUGNO 2011



GIANNI BERTINI
L'ULTIMA BARRIERA
a cura di Federico Sardella
Cavana Arte Contemporanea
via Vincenzo Gioberti 52, La Spezia
30 OTTOBRE - 27 NOVEMBRE 2010
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA: 30 OTTOBRE - ORE 18.00
La Galleria Cavana Arte Contemporanea è lieta di annunciare questa mostra dedicata a Gianni Bertini, artista recentemente scomparso che nel corso di oltre cinquanta anni di attività ha attraversato numerose stagione creative. L’artista esordisce aderendo al MAC (Movimento Arte Concreta), in seguito sarà considerato tra i migliori pittori informali, si avvicinerà alla Pop Art ed al Nouveau Realismo, spesso anticipando con i suoi lavori queste tendenze, per poi fondare con Mimmo Rotella ed altri, sotto lo sguardo critico di Pierre Restany, il movimento della Mec Art. Da allora Gianni Bertini espone in importanti gallerie, in spazi pubblici e in musei sia in Italia sia all’estero.
In questa mostra, nata dalla collaborazione tra Gianni Bertini e Luca Cavana, saranno proposte una serie di opere su carta e su tela di piccole, medie e grandi dimensioni, che andranno a testimoniare le differenti declinazioni del lavoro di Gianni Bertini che, come lui stesso spiega, nasce e si sviluppa nel momento in cui ci si trova ad avere un muro da abbattere, una barriera da superare o un ostacolo da scavalcare.
La mostra è accompagnata da una pubblicazione contenente tutte le immagini delle opere in mostra e un’intervista a Gianni Bertini realizzata da Federico Sardella nello studio di Nansola, pochi giorni prima della sua scomparsa.
Orari: lunedì - sabato 10.00 - 12.00 e dalle 16.00 alle 19.30; domenica su appuntamento Telefono: 347 8601207
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www.cavana.it
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